Luoghi imperdibili e meno conosciuti: cosa vedere e cosa fare a Kataragama?
1. Assistere alla Puja nel santuario di Kataragama
Per sentire battere il cuore di Kataragama bisogna venire qui, dove si sentono i tamburi e campanelli, in uno dei pochi santuari dello Sri Lanka in cui buddhisti, induisti e musulmani sono accomunati dalla stessa devozione. La Puja, dal sanscrito “puj” (rendere omaggio), è un rito fatto di offerte, preghiere e gesti precisi per esprimere gratitudine e chiedere protezione. Osserva il lumicino che trema nelle lampade a olio, le offerte che si accumulano, le processioni che sfilano. Tutte le cerimonie sono semplici, ma intense
2. Camminare fino al Kiri Vehera, lo stupa immacolato
Il Kiri Vehera, il grande dagoba bianco, si raggiunge percorrendo un viale alberato che si allontana dal santuario principale e trasmette subito una profonda sensazione di pace. Fai il giro dello stupa a piedi nudi, seguendo il passo lento dei fedeli e sentendo sotto la pelle la sabbia tiepida che circonda la struttura. All’alba, i canti sono più sommessi e gli incontri più intimi. È il luogo ideale per avvicinarsi alla spiritualità buddhista, osservare la devozione silenziosa dei fedeli e scoprire Kataragama nella sua versione più quieta e sospesa.
3. Purificarsi nel Menik Ganga, il fiume sacro
Prima di entrare nei templi, il rito di purificazione prevede che ci si bagni nel Menik Ganga. Questo fiume, il cui nome significa “fiume delle pietre preziose”, nasce sulle alture della provincia di Uva e attraversa Kataragama. Si racconta che i suoi fondali custodiscano gemme, simili a quelle che hanno reso celebre lo Sri Lanka. I fedeli vengono qui per purificarsi prima di raggiungere i santuari. L’acqua è fresca, dalle sfumature verdi, e le rive pullulano di famiglie in abiti candidi o coloratissimi che sollevano le vesti per bagnarsi. Non è necessario immergersi completamente: basta inumidire le mani e il viso per prendere parte a questo momento collettivo con profondo rispetto.
4. Assaggiare le specialità al mercato e sulle bancarelle all’alba
Per sentire l’effervescenza di Kataragama, non c’è niente di meglio che recarsi al mercato al mattino prestissimo. I banchi traboccano di banane piccole, noci di cocco spaccate con il machete, foglie di curry e cesti di frutta fresca pronti per essere portati come offerta ai templi. Assaggia un tè al latte bollente, una manciata di arachidi tostate, poi un roti ancora morbido, piegato al momento. Un’esperienza senza fronzoli, ma autentica e spontanea. Questo è anche il posto giusto per comprare qualche offerta o un po’ di frutta per il viaggio.
5. Osservare gli animali del parco nazionale di Yala
Il parco nazionale di Yala è un angolo selvaggio della regione, diviso in zone in cui vivere esperienze molto diverse. Nel blocco 1, il più conosciuto, si concentra la maggior parte dei viaggiatori. Per un’esperienza meno turistica, meglio scegliere i blocchi dal 3, 4 o 5. Qui le piste sono più silenziose, la vegetazione più fitta e l’osservazione più naturale. In queste aree puoi incontrare più facilmente elefanti in libertà, bufali, cervi e una grande varietà di uccelli.
Partire all’alba o a fine giornata, con una guida locale che conosce bene queste zone, permette di evitare le aree più affollate e vivere un safari più rispettoso, osservando gli animali a distanza senza disturbare la fauna.
6. Fare un safari in famiglia a Lunugamvehera o Bundala
Lunugamvehera e Bundala sono due aree dove fare safari a misura di famiglia. A Lunugamvehera capita spesso di avvistare gruppi di elefanti, a volte con i piccoli, in un’atmosfera tranquilla che si presta bene all’osservazione con i bambini. A Bundala, riserva della biosfera, sono gli uccelli a incantare grandi e piccoli: aironi, ibis, spatole e, in alcuni periodi dell’anno, anche fenicotteri rosa. Qui il safari diventa un momento da condividere e spesso regala ai più giovani le prime vere emozioni a contatto con la natura.
7. Scoprire l’Esala Perahera, la celebrazione religiosa annuale
A luglio o agosto, l’Esala Perahera è un momento cardine per i fedeli locali. La celebrazione rende omaggio al dio Kataragama e intreccia tradizioni buddhiste e induiste che si traducono in una grande partecipazione. I tamburi risuonano, le torce illuminano le strade e le processioni avanzano lentamente, accompagnate da canti, danzatori e rituali. Si sente tutta la forza del momento, quell’energia collettiva che unisce le generazioni tra devozione, memoria e rispetto del sacro.
8. Osservare la città con lentezza dal monastero di Sithulpawwa
Per visitare il monastero di Sithulpawwa, immerso nel territorio selvaggio di Yala, conviene organizzare il trasporto in anticipo, soprattutto se parti da Kataragama o Tissamaharama. Antico luogo di pellegrinaggio buddhista, il complesso sorge su affioramenti rocciosi che dominano la pianura circostante. Si sale con calma, accompagnati dal canto degli uccelli, prima di ammirare un paesaggio immenso. Le grotte e gli affreschi raccontano un buddhismo antico, lontano dalla folla.
Fai tappa a Kataragama durante un itinerario su misura in Sri Lanka
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