Redattore di Evaneos
Cristina Valenciano Ruiz
Growth Marketing ManagerCristina Valenciano Ruiz: i suoi ultimi articoli

Viaggiare a Cuba con una guida del posto che parla italiano
Per un viaggio organizzato
Se l'obiettivo del tuo viaggio non è quello di goderti l'ozio sulle belle spiagge di Cuba, ma piuttosto quello di visitare tutto il possibile, forse potresti pensare di ricorrere a una guida del posto che parla italiano. Diverse agenzie del posto propongono dei percorsi tematici per poter accontentare le esigenze di tutti i visitatori. La maggior parte delle agenzie adattano i percorsi a seconda dei tuoi gusti, per realizzare davvero un viaggio su misura.
Le guide disponibili a Cuba
Ci sono diverse opzioni per una visita guidata a Cuba. C'è chi preferisce scegliere un viaggio organizzato di gruppo, mentre altri preferiscono cercare delle guide che offrano l'opportunità di mettere a disposizione i loro servizi per poter viaggiare in piccoli gruppi e gironzolare con un po' più di calma durante le visite guidate.
Se pensi di voler creare da solo il tuo itinerario e di far ricorso ad una guida solo saltuariamente, devi sapere che è possibile, ma che occorre essere ben informati prima di partire per riuscirci. In effetti, ci sono guide che parlano una lingua europea (tra cui l'italiano) che propongono di accompagnarti per visitare un posto in particolare. Ma, ciononostante, questa opzione non è disponibile in tutti i posti.
Perché scegliere una guida?
Una guida del posto ha la particolarità di saper farti scoprire i lati migliori della destinazione, dandoti allo stesso tempo spiegazioni su ogni scoperta fatta, per poter assecondare la tua curiosità e arricchire la tua cultura. L'Avana, Trinidad, Varadero, Santa Clara, Guama o ancora Cienfuegos non hanno segreti per le guide professioniste.
Poco importa quale tipo di visita tu voglia fare a Cuba, esistono molte possibilità diverse tra cui scegliere. Se ti avvali delle offerte di una agenzia del posto, spiega bene le tue esigenze e, arrivato sul posto, non ti resterà far altro che... seguire la guida! Cultura, storia, musica, sport, incontri con gente del posto... Cuba ti offre un'ampia gamma di scoperte da fare seguendo un programma prestabilito o seguendo le sensazioni del momento, a seconda dei tuoi desideri.
Ciononostante, come accennato in precedenza, se preferisci lasciarti guidare dal tuo istinto nella visita di Cuba come più ti aggrada, restando talvolta qualche ora, se non addirittura qualche giorno ad abbronzarti sulle spiagge dell'isola cubana, forse dovresti scegliere di prendere una guida sul posto. Ci sono guide che parlano italiano a tua disposizione per permetterti di visitare alcuni luoghi turistici in modo occasionale.
Comunque sia, se non sai assolutamente cosa aspettarti, se vuoi ricevere i consigli giusti per le tue escursioni, se non parli né inglese né spagnolo o, ancora, se non hai il tempo di organizzare il tuo viaggio a Cuba, scegliere piuttosto una guida del posto che parla italiano sembra essere la migliore scelta da fare per non perdersi nulla del viaggio!

Ispirazione
Ras Al Jinz e le sue tartarughe
La deposizione delle uova di tartaruga
Ogni anno, in Oman ed in particolare a Ras Al Jinz, le tartarughe di mare, o tartarughe verdi, raggiungono le coste per deporre le uova. È il centro di ricerca di Ras Al Jinz ad accogliere le tartarughe da giugno a settembre, periodo durante il quale circa 30.000 esemplari depongono le uova.
Queste visite sono organizzate dal centro e si svolgono soprattutto al mattino presto o durante la notte. Si tratta di un momento da ricordare ma difficile da immortalare: i flash sono proibiti perché potrebbero disturbare gli animali.
Numerose tartarughe vengono a deporre le uova sulle spiagge di Ras Al Jinz, fuori dal centro di ricerca. Se hai la fortuna di assistere all'evento, si consiglia di non disturbare le tartarughe o intervenire.
Delle acque piene di risorse
Durante il tuo soggiorno in Oman, potrai constatare che le acque che bagnano il paese traboccano di risorse. Infatti, potrai ammirare le tartarughe non solo sulla spiaggia ma anche sott'acqua, durante un'immersione. Queste immense tartarughe di circa 150 kg ti stupiranno con la loro danza maestosa ed affascinante.
E non ci sono solo le tartarughe! Partecipano allo spettacolo anche pesci volanti, razze, mante e delfini. Questo scenario sontuoso può essere apprezzato durante tutto l'anno, sia dagli appassionati delle immersioni subacquee sia dai principianti.
Lungo le coste e a Mascate si trovano numerosi club subacquei. Non esitare a contattarli in anticipo per conoscere i diversi circuiti proposti in base alla posizione del centro.

Ispirazione
Il Parco Nazionale dell'Ankarana
Dopo gli Tsingy di Bemaraha, gli Tsingy dell’Ankarana
Il Parco Nazionale dell’Ankarana è la mia prima tappa durante il viaggio dalla capitale al nord del Paese, dove devo fare delle ricerche per lavoro e fare domande ai visitatori del parco. Arrivato a Mahamasina, il villaggio che si trova all'ingresso del parco, lascio la mia borsa in una capanna di quelle che circondano l'area protetta ed entro nel parco per preparare la giornata successiva con una guida. Il parco è formato da un'immensa piana di calcare, un tempo sottomarina, che attraverso la tettonica a placche piano piano è emersa. La particolarità del parco nazionale dell’Ankarana è l'erosione che ha progressivamente scolpito il calcare a forma di punte affilate, gli Tsingy. Sotto la superficie un'immensa rete di grotte e cunicoli sotterranei vengono attraversati da corsi d'acqua durante la stagione delle piogge. Il parco protegge anche una foresta un tempo minacciata dall'estrazione selvaggia dello zafiro, di cui la regione è ricca, e dal traffico di legno pregiato. Una multitudine di strade da scoprire
Il parco è visitabile attraverso 8 itinerari di lunghezza variabile, alcuni dei quali si possono effettuare insieme in un lungo trekking. Dopo essermi informato sui diversi percorsi con la mia guida ho scelto l'itinerario del Lago Verde, che permette di arrivare a un lago sacro e che può essere associato ad altri percorsi. Per fare un itinerario di questo tipo devi calcolare circa 9 ore di cammino, con la partenza di prima mattina e il ritorno a fine pomeriggio. Portati un cappellino e la crema solare - il sole batte forte - oltre al pranzo al sacco, ma soprattutto tanta acqua! Se vuoi si può campeggiare all'interno del parco, altrimenti sono disponibili molti bungalow un po' spartani nel villaggio di Mahamasina. Alberi strani e campi di pietre
L'escursione comincia con l'attraversamento di una foresta di baobab, di pachypodium dalle forme bizzarre e un interessante "albero che si sfoglia", chiamato anche "albero-vazaha". Il nome deriva dalla sua corteccia che sembra sbucciarsi come la pelle dei vazaha, su cui il sole del Madagascar lascia le sue tracce... Passiamo poi alle torrette degli Tsingy, tra cattedrali di calcare consumate dal vento e dall'acqua. Si prosegue nel percorso fino all'apparizione di un fiume in cui l'acqua è a una temperatura perfetta per fare il bagno, cosa particolarmente piacevole col caldo che comincia a salire. Dopo questo momento di frechezza, il percorso continua in salita fino al Lago Verde, dove si sosta per mangiare in mezzo alle rocce. La vista è magnifica: una distesa immensa di Tsingy domina un laghetto con acque di un verde brillante più in basso. Intorno, una vegetazione lussureggiante fa contrasto con il grigio della pietra e dà vita a uno spettacolo mozzafiato. Nascosti tra le rocce scorgiamo da lontano dei lemuri in cerca di cibo tra gli alberi. Indiana Jones e gli Tsingy del Madagascar
La strada del ritorno è la stessa che abbiamo fatto all'andata, ma decidiamo di fare una deviazione per attraversare il ponte sospeso in mezzo ai canyon del percorso Benavony e per ammirare la distesa senza fine degli Tsingy Rary. Non lontano dall'inizio andiamo a vedere l'imponente voragine della "Perte de rivière", in cui confluiscono tre dei corsi d'acqua che attraversano il massiccio. Ritorno alla capanna da cui siamo partiti per un po' di meritato riposo e una bella notte di sonno. Ti consiglio anche di andare a visitare una delle grotte magnifiche del parco, ornate da splendide stalattiti e stalagmiti. Alcune ospitano i sepolcri dei re del popolo Antakarana, che si rifugiava nel massiccio dell'Ankarana durante le invasioni delle etnie delle Terre Alte.

Ispirazione
Riti sciamanici e ayahuasca in Amazzonia
Guaritori in ogni comunità
In ogni tribù dell'Amazzonia ecuadoriana, esiste uno sciamano. Scelto in teoria per i suoi doni eccezionali, ma in pratica perché figlio di una strega o perché è il solo a prendersi questa responsabilità, in apparenza è una persona come le altre. Nulla gli vieta di farsi una famiglia o di bere lachicha durante le feste, ma viene rispettato dagli altri abitanti che si rivolgono a lui quando le pozioni naturali della guaritrice o la chimica dei medici dell'ambulatorio non sono sufficienti.
Nel corso di unviaggio in Ecuador, se hai la possibilità, fai un check-up da uno sciamano. È un'esperienza assurda, destabilizzante ma non pericolosa (visto che non dovrai ingurgitare nulla di strano). Dopo una palpazione a regola d'arte, metterà delle foglie e delle erbe sul tuo corpo e estirperà con la bocca gli spiriti cattivi delle parti "malate" facendo finta di vomitarli: è impressionante. Immagino che ogni sciamano agisca in modo diverso, questa è solo la mia esperienza.
L’ayahuasca : un vero business
Molti turisti vengono in Ecuador per bere l’ayahuasca, la celebre bevanda a base di liane. Qui viene consumata solo dallo sciamano e, occasionalmente, dal capo del villaggio o dagli abitanti per allontanare il malocchio. Permette, a seconda dell'utilizzo, di purificare lo spirito e quindi di guarire il corpo, ma anche di elevarsi verso un livello più alto di coscienza. Come diceva insistentemente ai turisti il capo della comunità: è una droga, ma non deve essere presa come tale. Difficile farlo capire agli iniziati ...
Ho potuto assistere allo «spettacolo» di tre giovani francesi che prendevano l’ayahuasca qui, nascosta dietro la pietra sacra del villaggio con lo sciamano che li sorvegliava. Dopo aver ingoiato un ditale di bevanda, la prima prova consiste nel non rigurgitare il liquido. Una seconda tappa, molto impegnativa, consiste nell'affrontare mentalmente visioni terrificanti (serpenti, puma ecc.). Quelli che non hanno vomitato il prodotto si fermano spesso al secondo livello.
I più preparati raggiungono forse il 3°livello, mentre il 4° è considerato come una sorta di nirvana al quale gli stessi sciamani talvolta non hanno accesso. Nel migliore dei casi, chi chiede l’ayahuasca avrà un bel mal di pancia e temerà per la sua vita: ogni anno alcune sedute finiscono male. Personalmente, sono guarita a vita dalla voglia di ayahuasca.
Per prepararsi bene, un altro turista mi aveva raccontato di aver passato più di due mesi nella foresta con uno sciamano. Aveva scelto questa via iniziatica per rispondere ai suoi interrogativi, aveva creato un profondo legame con lo sciamano e si era imposto un rigido stile di vita: niente alcol, nessuna droga o sigarette, digiuno, pace e astinenza sessuale. Ti consiglio fortemente di non tentare l'impresa senza rispettare l'intero processo, è un peccato ed è inutile; gli sciamani non utilizzano l’ayahuasca come droga !

I diversi generi musicali in Etiopia
Il reggae
Il reggae è un genere musicale nato alla fine degli anni '60 in Giamaica. Ha raggiunto in breve tempo un successo internazionale ed è spesso associato al movimento rastafari. La musica reggae è cresciuta in un contesto di forte emulazione ed è frutto di numerosi incontri di razze e culture. Affonda le sue radici nella musica black americana (come ad esempio il rhythm’n blues), lo ska e il rocksteady, ma anche nelle musiche tradizionali del continente africano. Nasce inizialmente come musica di contestazione, infatti richiama la fierezza del popolo nero, lo esorta a liberarsi dai suoi complessi e lo spinge verso un ritorno alle radici. Si tratta degli stessi valori del movimento religioso identitario, il rastafarianesimo, in cui Dio è l'imperatore Hailé Selassié I e la Terra Santa è l'Etiopia. Questo genere musicale è dunque relativamente diffuso sul territorio, soprattutto nelle grandi città e a Shashemené.
La musica popolare e tradizionale
Gli azmari sono cantanti e musicisti equivalenti ai bardi in Europa. Si tratta di una professione aperta sia agli uomini che alle donne. L’azmari è un improvvisatore eccezionale che riesce a trovare in ogni situazione la battuta giusta, il dettaglio comico, la satira che farà reagire il pubblico, accompagnandosi con un masinko o un krar (una specie di lira). Si esibiscono spesso negli azmari bet o nei tedjbet (locali dove si beve un idromele chiamato tedj).
In Etiopia la stragrande maggioranza della popolazione ascolta musica tradizionale, ma soprattutto quella popolare. La ascoltano sui minibus, nei negozi, nei locali... Sempre e ovunque. È suonata, registrata e prodotta nel Paese. Un grande personaggio della musica pop contemporanea etiope è il cantante Teddy Afro.
Il jazz etiope
L'ethio-jazz è nato negli anni '60 nei locali della capitale Addis-Abeba, sotto l'influenza del jazz, della musica tradizionale azmari, di quella latina e della pop-music anglo-americana. Molti gruppi ufficiali, ai tempi i soli autorizzati a suonare dal governo, svilupparono questa musica nell'arco di quindici anni.
Ma è fuori dal Paese che si suona jazz etiope, grazie a due avvenimenti: alla fine degli anni '90, un'etichetta francese indipendente, spinta da Francis Falceto, ripubblica le più grandi voci dell'ethio-jazz, con la fantastica collezione "Ethiopiques", diffondendone la conoscenza in Occidente. Il secondo avvenimento è legato al successo di un film americano di Jim Jarmusch nel 2004, Broken Flowers, nel quale il co-protagonista è un etiope fissato con l'ethio-jazz anni '70. Nella colonna sonora del film, ritroviamo in particolare i successi di Mulatu Atsaké, oggi settantenne, che è stato l'emblema mondiale di questo genere musicale. Ti consiglio di andarlo a vedere al Ghion Hotel, dove ha sede il suo jazz club.


















































